Masseria Cimone

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Strada Vicinale San Domenico, sn

Gioia del Colle (BA)

masseriacimone@gmail.it

tel +39 360368250

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Masseria Cimone

 

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Cenni storici 

 

Nel vasto agro di Gioia del Colle la Masseria “Cimone”, struttura abbandonata dagli anni 60, è stata oggetto di un primo intervento di recupero parziale, finanziato dai fondi europei PNRR M1C3  ALLEGATO A - INTERVENTO 2.2 – PROTEZIONE E VALORIZZAZIONE DELL’ARCHITETTURA E DEL PAESAGGIO RURALE.

 

La masseria, che trae il suo nome dal soprannome attribuito al proprietario Francesco Stasi (1767-1822) di Vito, è una tipica struttura in pietra adibita ad allevamento con grande aia, sita nei pressi di un’area boschiva. Essa è costituita da diversi corpi di fabbrica con differenti funzioni, risalente a diversi periodi storici. La stalla più grande riporta sull’architrave le iniziali “F.S.” e la data  1820, mentre  sulla porta di ingresso del blocco residenziale che si eleva su due piani si legge la data 1822. Molto verosimilmente la residenza è molto più antica della stalla, sia per la  presenza di una muratura più irregolare rispetto a quest’ultima, sia per la constatazione durante i lavori di restauro che l’abitazione dal punto di vista architettonico fa da  sostegno alla stalla grande.

 

La mappa Rizzi Zannoni del 1810 riporta in corrispondenza della masseria Cimone la denominazione “Angiolillo”, non è da escludersi che la parte più antica del fabbricato fosse di proprietà dei fratelli Angelillo (Baldassarre e Melchiorre), presenti nel Catasto Onciario del 1750 (fuochi 36 e 572), dove risultano proprietari (50% cadauno) di una masseria in quella zona. E’ probabile dunque che  un primissimo nucleo della struttura esistesse già nel 1750 ed appartenesse ai fratelli Angelillo e, successivamente, acquistata dalla famiglia  Stasi, sia stata ingrandita nel 1822.

 

L’ambiente a piano terra, voltato a botte in pietra era collegato probabilmente attraverso una scala a pioli in legno e una scala interna in pietra al secondo piano, originariamente suddiviso in tre ambienti con tre volte a padiglione in pietra, cedute verso la fine del 900 per abbandono e mancata manutenzione.

 

Attualmente la masseria appartiene a Filippo Cantore che nel 2020 ha acquistato la struttura con i terreni annessi, dagli eredi di Romano Taranto  Apollonia Olga Italia.